Diario di Enzo

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La riforma Del Rio apre nuovi scenari. Da una parte la città metropolitana di Firenze, dall'altra l'Unione di Comuni con Arezzo. Ora si apra un nuovo dibattito.

Con la conferma del Sindaco di San Giovanni Valdarno Maurizio Viligiardi, si sono chiuse le amministrative e si è completato il quadro di questa tornata elettorale valdarnese, dove i cittadini hanno confermato in tutti i Comuni l’esperienza amministrativa del Pd e del centrosinistra.

Si apre quindi un’altra stagione di governo e di omogeneità politica, che a mio avviso deve essere sfruttata per aprire un ragionamento nuovo in termini di collaborazione tra gli enti, assetti istituzionali e prospettive per il territorio. La riforma Del Rio ridefinisce la struttura e il ruolo della Province, e i Sindaci appena eletti sono i primi ad avere in mano questo nuovo strumento: da una parte le Unioni di Comuni, con i sindaci-consiglieri, e dall’altra le Città Metropolitane, grandi aree urbane che potranno competere con le metropoli europee.

Anche in Valdarno adesso si deve riflettere su questo, per avviare processi istituzionali e per posizionarsi nei nuovi criteri di area vasta, magari superando l'idea del "comune unico del Valdarno" o quella di una “provincia fotocopia” rispetto a ieri, per arrivare a una nuova geografia istituzionale, basata sulla ridefinizione di aree socio-culturali.

Dove i Comuni della fascia sud, potrebbero trarre vantaggio dall’unione comunale con Arezzo, mentre altri, da sempre rivolti all’area metropolitana, quelli che anche nel prefisso mantengono lo 055 per esempio, avrebbero un posizionamento strategicamente più rilevante all’interno della Città metropolitana fiorentina, un ente con maggiori competenze, risorse, capacità di programmazione economica e autonomia di governo.

Credo che per i Sindaci valdarnesi questo punto di discussione, dove dovranno essere coinvolti i partiti politici e le amministrazioni, ma anche e soprattutto il tessuto sociale, il mondo delle imprese e dell’economia, sia un’opportunità da non rinviare per imprimere un cambio di passo nel nostro territorio e per potersi muovere in maniera ottimale in uno scenario nuovo per le nostre istituzioni.

 

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Mercoledì 11 giugno, alle 21.00, sarò alla Casa delle Culture di Arezzo (P.za Fanfani, 5) per la tappa aretina di GiovaniSì in tour, viaggio sul territorio toscano in cui il Presidente Enrico Rossi incontra i giovani per fare il punto e raccogliere istanze sul progetto regionale. Le tre parole chiave della serata di Arezzo oltre a #Giovanisì, saranno: #Culture, #Artigianato e #Mobilità. Per informazioni e modalità di partecipazione cliccate qui.

Venerdì prossimo, 13 giugno, alle 17.00, in Consiglio Regionale presenteremo il libro “Truffaut e la pellicola interattiva” con l’autore Sandro Fogli e il giornalista Enrico Zoi.

Sempre venerdì 13, alle 21.00, parteciperò a una iniziativa sui rischi del gioco d’azzardo a Rignano sull’Arno, dove sono stato invitato come promotore della legge regionale toscana contro la ludopatia.

Domenica 15 giugno, a San Giovanni Valdarno, alle 17.30, parteciperò a un'importante iniziativa in Palazzo d'Arnolfo dedicata alle SMS, le storiche società operaie di mutuo soccorso. L'iniziativa fornirà un quadro storico e culturale del loro ruolo sociale, e servirà per fare il punto e tracciare le linee future delle SMS, alla luce della nuova legge regionale a sostegno delle attività delle Società di Mutuo Soccorso, presentata dal Gruppo Pd e recentemente approvata in Consiglio Regionale.

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Il lavoro sulla cannabis ad uso terapeutico prosegue. La proposta che ho rilanciato di realizzare una “filiera corta”, potrebbe avere un altro partner importante e prestigioso. Alcuni giorni fa sono stato invitato a Pisa, dove un gruppo di ricerca della Scuola di Studi Superiori Sant’Anna di Pisa, una delle eccellenze toscane più illustri, sta infatti da tempo lavorando, diretto dal Rettore Prof. Pierdomenico Perata, a uno studio sulla trasformazione della cannabis per la produzione di farmaci.

La creazione di una filiera di produzione, trasformazione e distribuzione dei farmaci a base di cannabis può rappresentare una grande opportunità, per fornire a minori costi, maggior controllo e tempi più rapidi i farmaci a base di cannabinoidi indicati per molte patologie. Questo, inoltre, permetterebbe alla Regione Toscana di continuare ad operare ed investire in settori sanitari innovativi e dal grande potenziale. E con il coinvolgimento della Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, si chiuderebbe il cerchio della “filiera corta” toscana della cannabis - chiusa e controllata tra istituti dello Stato - che tanto aiuterebbe migliaia di pazienti impossibilitati ad accedervi se non illegalemente.

In autunno, organizzeremo al Sant’Anna un evento sulla materia, dal punto di vista scientifico e tecnico, con l’obiettivo di aprire la strada e fornire tutte le informazioni scientifiche, mediche e legali sulla “canapa medica”.

Ieri in Senato si è svolto un'importante dibattito sull'uso terapeutico della cannabis organizzato dal Sen. Luigi Manconi, che come me sostiene da tempo l'urgenza di una nuova normativa nazionale per la produzione dei farmaci e di una nuova... filiera di coltivazione-trasformazione-distribuzione. Un percorso più breve, economico e controllato, nel quale la Toscana - la prima ad aver approvato una legge regionale per cercare di andare incontro alle esigente di tanti malati - può rivestire un ruolo di primaria importanza.

 

Cliccando sull'immagine potete leggere la premessa al dossier del convegno, pubblicata stamani da l'Unità.
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La Regione Toscana, con una delibera approvata nei giorni scorsi, è la prima regione in Italia a inserire le cure odontoiatriche tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) del proprio sistema sanitario. Troppo spesso, infatti, a causa dei costi elevati, le cure odontoiatriche restano sono un miraggio per tanti cittadini. Ad oggi, solo l'8% beneficia del servizio di odontoiatria pubblica e le cure per i denti si sono trasferite quasi per intero nel settore privato. La Regione Toscana pertanto vuole ampliare l'accesso alla prevenzione e alle cure svolte dal servizio pubblico per tutti i cittadini toscani. Per questo ha deciso di avviare un percorso di sviluppo dell'offerta di prestazioni odontoiatriche, introducendo criteri e tariffe nell’ottica di favorirne l’accesso.

Dato che è un argomento importante per tanti, ecco come funzionerà:

A partire dal 1 gennaio 2015:

Le cure odontoiatriche saranno gratuite per i pazienti con reddito complessivo del nucleo familiare fiscale o con ISEE fino a 8.000 euro (e per chi è affetto da alcune gravi patologie o disabilità);

al prezzo del solo ticket previsto per l'accesso all'assistenza specialistica ambulatoriale - da 8.000 fino a 14.000 euro;

a tariffe accessibili di compartecipazione alla spesa per tutti;

Esiste già un tariffario (clicca qui per consultarlo), grazie al quale le spese per i pazienti sono molto più basse rispetto all’offerta privata.

L'accesso alle prestazioni odontoiatriche sarà libero, cioè senza prescrizione medica, su prenotazione tramite Cup. Successivamente alla visita, verrà compilato il piano di cura tramite il quale l’odontoiatra, valutate le necessità dell’utente, garantisce le prestazioni appropriate.

Adesso le ASL hanno sei mesi di tempo per riorganizzare e definire l’offerta sanitaria di cure odontoiatriche, la prestazione sarà erogata esclusivamente nelle strutture pubbliche da professionisti dipendenti, da specialisti ambulatoriali o da privati con i quali le aziende stipuleranno specifiche convenzioni.

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Nell’ultima seduta il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, che ho presentato con il collega Nascosti, per promuovere il raduno nazionale degli Scout che si terrà ad agosto nel Parco di San Rossore. Nei mesi scorsi erano state sollevate da parte di alcuni comitati preoccupazioni per l’impatto ambientale dei 30.000 scout che arriveranno nel Parco da tutta Italia e dall’estero. Ma tutte le procedure per l’autorizzazione e l’organizzazione dell’evento stanno ponendo la massima attenzione sul rispetto del Parco e della sua natura, con il consenso della Conferenza dei Serviti che si è riunita proprio sui temi del possibile stress ambientale. E poi, visto che si tratta di scout, che hanno nella loro missione proprio il rispetto e la cura della natura e dei boschi, come sempre accade lasceranno il Parco meglio di come l’hanno trovato.

Ne è certa la Regione Toscana, e a maggior ragione ne sono certo io, che come testimonia la foto (cliccate sull'immagine per ingrandirla, mi riconoscete, vero?), gli Scout li conosco da vicino, essendolo stato un bel po' di tempo fa.

E poi, come ho sottolineato in aula, molto meglio che il Parco di San Rossore sia, com'è oggi, un luogo il più possibile accogliente e aperto a tutti, rispetto al passato, quando era ad uso esclusivo di pochi privilegiati, prima regnanti e poi presidenti della Repubblica (negli anni ’70 L’Espresso scrisse dei giovani figli del Presidente in carica, che pare ci cacciassero i daini sparando da un elicottero di Stato…).

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